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Pubblicati sul periodico _ In Comune _ della Città di Capo d'Orlando

 17 Luglio 1997                                   IN COMUNE                                       Pag. 3

Sul promontorio il “Santuario di Nostra Signora di Capo d’Orlando”

 

   Nel 1985 si sono conclusi i lavori di consolidamento e restauro del Santuario di “Maria SS. di Capo d’Orlando” eseguiti sotto la direzione della SEZIONE PER I BENI ARCHITETTONICI E URBANISTICI DELLA SOPRINTENDENZA

 

   Il “Santuario” risale al XVI sec. d.C., ciò viene confermato da Giovanni Andrea Massa in “La Sicilia in Prospettiva” del 1709 a pagina 228; 229;    “...Questo Promontorio s'innalza nella Spiaggia Orientale dell'Isola, quasi in uguale distanza tra le Città di Palermo, e di Messina: nella sua cima soprasta un Castello:

quì nel giorno 22. di Ottobre correndo l'anno 1598. S. Conone, natio della vicina terra di Naso, diessi a vedere a due Soldati, ed alla Moglie di uno di costoro, in habito di Monaco, con volto pallido, e macilente, ed havendo a guisa di baleno con grande velocità circondata la Torre, presso quella ripose una Statuetta di Maria Vergine di maravigliosa bellezza, e si tolse totalmente loro di veduta.

 

 

   Attoniti quei Soldati per lo stupore, no istimarono quel luogo, degno di sì gran tesoro, onde portarono la sacra Imagine nella mentovata Terra, dove si diè a conoscere, con rendere miracolosamente la salute al figliuolo di Antonio Piccolo, già abbandonato dà Medici;

cominciando poi il suolo, a dibattersi con ispaventosi tremuoti;

si accorsero li Terrazzani, non volere la Vergine fermarsi nella loro Terra, ma nel primo luogo, dove Santo Conone l'haveva lasciata:

adunque la trasportarono in casa di Pietro Iberto, donde con maggiore agevolezza poteva rimandarsi in Capo di Orlando;

quivi la Vergine, vera Arca del Signore, spargendo benedittioni di gratie per dovunque passasse, restituì l'uso dè piedi al Genitore di Pietro, per caduta divenuto zoppo, e moltiplicò nuove grazie a varii, che a lei ricorrevano:

diessi perciò l'Arciprete a credere, che non sarebbe cosa ingrata alla gran Signora, se fosse collocata l'Imagine con festa, e solennità nella Chiesa di S. Pietro, avvegnache con tante gratie beneficava il popolo di Naso;

ma la Vergine non assenti; mentre trattenuta quella sua Statua in Naso, era quasi ogni otto dì combattuta la Terra da formidabili tremuoti, onde quel Popolo finalmente rendendosi al linguaggio del Cielo, manifestato da tanti replicati segni, con animo afflitto, ma pur' ubbidiente, riportò la venerabile Imagine in Capo d'Orlando.

   Nel mese poi sopravvegnente di Marzo San Conone nella vigilia della Nunziata, e poi nel giorno seguente, si diè di nuovo a vedere, come visitando in giro la Torre, con lasciare tre pietre nel fianco, che mira tramontana, quasi con quelle segnasse il sito per lo Tempio, dove conservare si dovesse la miracolosa Imagine.

   Quindi il Conte, Signore della Terra fece con generosa liberalità edificare la Chiesa, in cui dentro tabernacolo di marmo dorato fu riposta la Statua:

la sua figura è appunto l'istessa, che quella di Trapani;

l'altezza non eccede la misura di un palmo;

la materia non si può discernere quale sia, se cera, o altra mistura?

certo è, che a quanti la considerano, rassembra lavorio di fattura Angelica:

 

 

frequentissimi sono li Fedeli nel visitarla, specialmente nel giorno 22 di Ottobre, quando con abbondante fiera si celebra la memoria della prima apparitione, fatta in quel dì da S. Conone”.

                                                                               Arch. Giuseppe Librizzi

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